Contributo volontario delle famiglie

Il contributo deve essere inteso come una partecipazione economica delle famiglie per il raggiungimento di un risultato comune, finalizzato all’arricchimento dell’offerta formativa (e non al funzionamento ordinario).

L’Agenzia delle entrate ha dedicato un approfondimento proprio alle erogazioni liberali spiegando che "sono detraibili dall’imposta sul reddito, nella misura del 19%, le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa. La detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari ovvero mediante altri sistemi di pagamento".

In sintesi pertanto il contributo:

- è volontario

- non deve essere destinato al funzionamento ordinario ma all’arricchimento dell’offerta

Nel caso in cui si decidesse di finalizzarlo in base alla normativa vigente si potrà destinare:

1. all’innovazione tecnologica;

2. all’edilizia scolastica;

3. all’ampliamento dell’offerta formativa.

ll versamento che sarà effettuato tramite banca o nelle altre modalità indicate dalla legge è detraibile.

 

​Cosa abbiamo fatto con il contributo volontario degli scorsi anni?

 

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