I.S.I.S. PAOLO SARPI

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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Oggi è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. E’ importante riflettere sul nostro passato, su quanto essere donna oggi sia diverso e migliore rispetto a cinquanta, cento anni fa. E’ importante ragionare su quanta fatica ci sia voluta per arrivare a riconoscere la donna pari all’uomo. 

E’ doveroso però considerare quanto spesso questa uguaglianza esista solo a livello formale, mentre nella sostanza la differenza tra il genere maschile e quello femminile è ancora forte. Si coglie nelle disparità salariali, nella differenza numerica nelle posizioni di comando, nelle tante ghettizzazioni di genere che si scoprono guardando un pò più da vicino la nostra società.

Se proviamo a ragionare su come e quanto è cambiata la vita delle donne dal dopoguerra ad oggi scopriamo un panorama fatto di luci ed ombre, progresso e immobilismo. Questa constatazione ci restituisce la consapevolezza che quella libertà, intorno a cui si è costruita la nostra democrazia, spesso posiziona su livelli differenti la donna e l’uomo. E’ sempre forte il dibattito su quanto la maternità non sia adeguatamente tutelata, su quanto spesso il reddito medio di una donna sia inferiore rispetto a quello di un uomo nella stessa posizione. Altre analisi mostrano come al giorno d’oggi le donne lavoratrici possano far carriera, sebbene dentro a settori “riservati” del mondo del lavoro e con standard retributivi più bassi. 

Occorre uscire da questi paradossi che ritroviamo nelle statistiche nazionali, nella cronaca di tutti i giorni.  

Pensarci oggi è l’occasione giusta. Soprattutto per le nostre studentesse ed i nostri studenti che costruiranno e sono il nostro futuro. Non credete ai luoghi comuni, contrastateli.  

La violenza sulle donne è in primis un problema degli uomini. Occorre contrastare discriminazioni e stereotipi che hanno radici profonde, in una cultura del patriarcato che non ha più alcuna ragione di esistere e di resistere.

La violenza sulle donne non è solo gesti brutali. Comincia molto prima. Dalle parole che accompagnano la vita di tutti i giorni e che giudicano, denigrano, impongono il silenzio. Passa dal controllo sul modo di vestirsi, sulle persone che si frequentano. Emerge quando le scelte per lo studio o per il lavoro sono condizionate dall’essere più o meno “femminili”.

In termini culturali nella nostra società sopravvive ed è ancora molto forte l’idea della donna come mero oggetto, merce, puro desiderio. Questo desiderio si è tradotto e si traduce spesso in violenza, cruda sopraffazione. A volte non è desiderio, bensì frustrazione, mania del controllo che trova nel fare violenza il suo corollario. E’ bene ricordarlo e riflettere su queste cose. Perché non devono accadere.

 

 

Questa poesia di Angelo De Pascalis è un invito alla riflessione. Il componimento ruota intorno alla critica di un falso mito, uno dei tanti della nostra società, ovvero della bellezza a tutti i costi. In cui si dice che “tutte le donne devono ricordarsi di essere belle ma “solo per chi le sa guardare”. 

 

 

“Sei bella.

E non per quel filo di trucco.

Sei bella per quanta vita ti è passata addosso,

per i sogni che hai dentro

e che non conosco.

Bella per tutte le volte che toccava a te,

ma avanti il prossimo.

Per le parole spese invano

e per quelle cercate lontano.

Per ogni lacrima scesa

e per quelle nascoste di notte

al chiaro di luna complice.

Per il sorriso che provi,

le attenzioni che non trovi,

per le emozioni che senti

e la speranza che inventi.

Sei bella semplicemente,

come un fiore raccolto in fretta,

come un dono inaspettato,

come uno sguardo rubato

o un abbraccio sentito.

Sei bella

e non importa che il mondo sappia,

sei bella davvero,

ma solo per chi ti sa guardare”.

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