La classe 4^ATUR ha avuto il privilegio di partecipare a Leggere con Dedica, un progetto che porta la grande letteratura contemporanea direttamente tra gli studenti, creando occasioni di dialogo autentico con gli autori. Protagonista di quest’anno è stato Sorj Chalandon, autore intenso e profondamente umano, capace di intrecciare nelle sue opere memoria, storia e sentimenti.
Durante l’incontro tenutosi a Pordenone, Chalandon ha condiviso con gli studenti riflessioni sincere sulla scrittura e sulla vita. Ex giornalista di guerra, ha raccontato come le esperienze vissute abbiano influenzato i suoi romanzi, spiegando che per lui scrivere significa “dire la verità attraverso la finzione”.
Tra le parole che più hanno colpito i ragazzi:
“Scrivo per capire ciò che non sono riuscito a comprendere quando l’ho vissuto.”
“I personaggi mentono, tradiscono, soffrono… proprio come noi. È così che diventano veri.”
“La letteratura non serve a evadere dalla realtà, ma ad affrontarla.”
“Non bisogna avere paura delle emozioni: sono il cuore di ogni storia.”
L’incontro non è stato solo una lezione di letteratura, ma un invito a guardare il mondo con occhi più attenti e consapevoli. Chalandon ha incoraggiato gli studenti a leggere con passione e a scrivere senza timore, ricordando che ogni storia può diventare un ponte tra le persone.
Leggere con Dedica si conferma così un’esperienza preziosa: un’occasione per avvicinarsi ai libri in modo vivo, diretto e profondamente umano.
Un sentito ringraziamento a Sorj Chalandon per aver condiviso con noi la sua voce, le sue storie e il suo coraggio.
Giulia Trevisan, della classe 4^ATUR, ha vinto il premio per la Scrittura (triennio) con il testo “Diario di Sheila Costello” (testo di riferimento di S. Chalandon ‘Chiederò perdono ai sogni’).
Questa è la motivazione del premio per il testo di Giulia: “Una moglie ingannata, come la stessa Irlanda, scioglie in parole dure e sofferte il peso dell’animo, dove il ricordo della dolce intimità si fonde con la speranza del perdono e l’amara vergogna”.
Il testo di Giulia si presenta come un intenso monologo interiore ambientato nell’Irlanda segnata dal conflitto, ispirato alle atmosfere e ai temi cari a Sorj Chalandon. Attraverso la voce di Sheila Costello, moglie di un uomo accusato di tradimento, il racconto esplora il dolore, il senso di colpa e il peso delle scelte individuali all’interno di una storia collettiva fatta di violenza e divisioni.
Il diario si apre in un clima di fine e disillusione: Sheila riflette sul proprio passato, sul marito e sul significato di tradimento in una terra lacerata dalla guerra. Tra ricordi, preghiere e immagini fortemente simboliche, emergono i temi della fede, della colpa e della giustizia. La protagonista si interroga sul valore delle azioni compiute e sul prezzo pagato dagli individui in nome di una causa più grande, mentre il suo amore si intreccia a vergogna e consapevolezza. Il testo si chiude con un’immagine potente: il marito, un tempo eroe, ora condannato, simbolo di un’Irlanda ferita e contraddittoria.
Il racconto colpisce per la maturità stilistica e la profondità emotiva. La scrittura è densa, evocativa, ricca di immagini e metafore che restituiscono con forza il tormento interiore della protagonista. Giulia dimostra una notevole capacità di immedesimazione e una sensibilità rara nel trattare temi complessi come il conflitto, la colpa e il perdono. Particolarmente efficace è l’uso del linguaggio, che alterna toni lirici e drammatici, creando un’atmosfera intensa e coinvolgente. Il testo non offre risposte semplici, ma invita il lettore a riflettere, in linea con lo spirito della narrativa di Chalandon. Un elaborato potente e consapevole, capace di trasformare la scrittura in uno spazio di memoria, coscienza e umanità.
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